Terriccio: perché non va bene "quello che c'era in giardino
Terriccio: perché non va bene "quello che c'era in giardino"
Il terriccio universale del supermercato non è un errore: è un inizio. Ma c'è una differenza enorme tra "terriccio" e "terra", e capirla salva molte piante.
La terra da giardino è pesante, compatta, piena di vita (e anche di ospiti). In vaso, senza i lombrichi e i microbi del suolo che la arieggiano, si compatta in una mattonella: l'acqua si accumula sopra, le radici soffocano sotto.
Il terriccio da vaso è una miscela studiata: torba o fibra di cocco per trattenere l'umidità, perlite o pomice per il drenaggio, sostanza organica per il nutrimento. Le radici hanno bisogno di aria, non solo di acqua. Un buon terriccio è soffice, quasi spugnoso, e si asciuga in modo prevedibile.
Quando il terriccio è il problema: lo riconosci se dopo un'annaffiatura l'acqua resta in superficie per minuti, o se il terriccio si stacca dalle pareti del vaso. In quel caso, rinvaso con terriccio fresco.
Una regola per gli acquisti: per piante da appartamento normali, un terriccio universale di qualità basta. Per orchidee, cactus e piante carnivore servono miscele specifiche. Non c'è vergogna: ogni pianta ha la sua dieta.
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