Le piante che sopravvivono a chi viaggia: la guida per assenti e distratti
Hai una vita piena, viaggi spesso, e le tue piante muoiono sempre? Il problema non sei tu: forse hai scelto le piante sbagliate. Alcune tollerano la dimenticanza con dignità olimpica.
La Sansevieria, lingua di suocera. È la campionessa dell'assenza: resiste settimane senza acqua e si adatta a quasi ogni luce. La uccidi solo con l'eccesso d'acqua.
La Zamioculcas. Foglie lucide, crescita lenta, e una memoria dell'acqua invidiabile: i suoi rizomi le fanno da riserva. Dimenticala per un mese, e ti aspetta tranquilla.
Lo Zamioculcas non basta? Il Pothos. Cresce ovunque, perdona le annaffiature saltate, e anche quando sembra afflosciato, una bevuta lo risveglia in poche ore.
Il Beaucarnea, la pianta bottiglia. Il suo tronco gonfio è un serbatoio d'acqua. Anche qui, l'unico modo per ucciderla è annaffiarla troppo.
La regola per chi è sempre fuori: meno piante, grandi, in vasi con scorta d'acqua (quelli con il serbatoio). Oppure piante in idrocoltura. E prima di partire: annaffia bene, togli l'acqua dal sottovaso, e non lasciarle al sole pieno dietro il vetro.
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